Bombardati dalle informazioni

Bombardati dalle informazioni

Viviamo in un’epoca in cui siamo praticamente bombardati dalle informazioni. In Italia è sempre stato così, le bombe mediatiche, le lacrime televisive, le storie nate sui social che poi ti trovi la domenica su Italia 1. Fino a poco tempo fa ci facevo poco caso, ora è diventato impossibile, basta aprire facebook e navigarci per più di 10 minuti, per trovare sullo stesso argomento 4-5 versioni di persone dalle dubbie capacità in materia.

Infodemia

Questo termine è stato coniato proprio durante le prime battute della pandemia di coronavirus. Si è sviluppata una vera e propria infodemia, qualsiasi sito o blog aveva tutto ad un tratto le capacità scientifiche per valutare la portata ”catastrofica” di quello che stava per accadere. Tutti eravamo confusi, si passava con grande rapidità da ”è una semplice influenza’, a è ”una pandemia catastrofica”.

La cosa più grave della faccenda secondo me, è che tutti hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra. Siamo passati ovviamente in breve dalla teoria complottista, al pipistrello, al mercato. In italia è così: durante il mondiale tutti C.T., durante la pandemia tutti virologi.

I grandi casi mediatici

Ultimamente due altri importanti casi mediatici mi hanno scosso. Primo in ordine di tempo la situazione decisamente schifosa (passatemi il termine) dei gruppi telegram. Scoppiata la bomba mediatica, ognuno ha detto la sua, dai 60enni che non sanno cosa sia telegram alle persone giustamente indignate. La cosa che indigna me (oltre al fatto scandaloso) è che dopo la bomba mediatica tutto sia evaporato in un amen. Ora nessuno ne parla più.

Qualche giorno fa bomba mediatica ancora più potente. Una morte atroce quella di George Floyd, una cosa che non dovrebbe accadere in un mondo civile. Una cosa che non dovrebbe accadere in nessun mondo. Spero che anche questa non diventi una bomba di fumo. Le cose devono cambiare. Dobbiamo essere indignati sempre,non 2 giorni e poi via alla ricerca del nuovo caso.

Le differenze con il passato

Nel passato esistevano poche fonti di informazioni, esisteva il telegiornale e i classici e ormai quasi spariti giornali. Tutto ciò ha pro e contro, prima esisteva un’informazione molto più facilmente pilotabile, meno libera. Al contempo esisteva un’informazione quasi sempre di buona fattura, con giornalisti ed esperti, non pronti ai loro 15 minuti di celebrità, ma pronti ad esperire le loro conoscenze.

Oggi l’informazione può essere fatta da chiunque, io domani mattina posso svegliarmi e scrivere una cosa su instagram che magari ho sognato e informare i miei follower. Oggi esiste una grande libertà e questo è fondamentale, esistono tanti siti e blog (come anche il nostro) che lo fanno con grande cuore e nessuna pretesa. In questo momento però esiste anche una svalutazione dell’informazione, leggo una cosa, non mi curo più di tanto della fonte e condivido. Questa semi-informazione comincia a fare il giro del web potendo causare tante volte terrorismo psicologico, in specie quando si parla di argomenti come una pandemia.

Ci scusiamo per il disagio.

Riccardo Meddi

Riccardo Meddi

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