Boris, un pesce con la palla di vetro

Boris, un pesce con la palla di vetro

Immaginatevi stesi sul divano, in una di quelle noiose ma ormai malinconiche giornate di quarantena, a scrollare film e serie tv in continuazione senza riuscire a trovare ciò che fa al caso vostro. Poi d’un tratto arriva l’illuminazione, i vostri occhi che si posano su qualcosa che vi attrae, senza alcun motivo visto che non è ciò che stavate cercando. Però la voglia di vederla è più forte di ogni altra cosa e allora ci cliccate, semplicemente perché in cuor vostro sapete che è giusto. Ecco, è esattamente così che ho iniziato a vedere Boris.

Oggi, dopo circa due settimane, posso finalmente dire di aver finito di vedere quella che, a mio avviso, è una delle migliori serie tv italiane di sempre. Se non la migliore.

Un racconto della mediocrità

Boris è una sitcom che si basa sulle vicende di Renè Ferretti e la sua truppe, alle prese con la registrazione di Occhi del Cuore, la classica e mediocre fiction italiana del primo decennio del 2000.

Quando ho scelto di vederla però, non avevo la minima idea di cosa mi aspettasse. Ho iniziato, come già detto sopra, quasi per noia, per gioco. Ma non appena è cominciata, ho capito che Boris era qualcosa di diverso dal solito. Non era la solita porcata italiana, piena di doppi sensi e attori mediocri, no.

Era il racconto, della solita porcata Italiana, piena di doppi sensi e attori mediocri – e mitomani.

La serie tv targata Fox infatti, è il dipinto della fiction italiana e la racconta ornandola delle vicende quotidiane che si vivono sui set italiani, ma a dire il vero anche in qualsiasi altro ambito lavorativo. Un racconto che parla della mediocrità, della raccomandazione, delle mazzette, di donne che si concedono – più o meno volutamente – e di tutte quelle altre splendide e magnifiche cose che portano avanti l’economia italiana.

Con gli anni Boris è ormai diventata un cult italiano. Questo perché gli ideatori, sono stati in grado di raccontare il mondo della televisione italiana, usando proprio la chiave classica dei nostri teleschermi. Ovvero la comicità.

Insomma, un racconto dalle mille sfaccettature, sopratutto negative, del nostro paese che ci lascia assuefatti ma, allo stesso tempo, un po’ basiti*.

Attuale ieri, oggi e domani

Ma se la storia di Occhi del Cuore è una merda*, Boris è invece tutto il contrario. Anche a distanza di un decennio infatti, la fuoriserie italiana rimane attuale, a dimostrazione del fatto che il lavoro svolto dagli sceneggiatori – quelli veri – è un capolavoro con la C maiuscola.

Geni!*

Nonostante la prima stagione sia stata girata nel 2007, Boris è riuscita, negli anni, a non perdere le tematiche che la caratterizzavano. Infatti il passare del decennio non ha affatto cambiato gli scenari sui quale la serie ha fondato le sue radici – sfruttamento, interessi politici e così via. Anzi, probabilmente la crisi che nel 2008 ha investito l’Italia, non ha fatto che peggiorare la situazione rendendoli sempre più frequenti e d’attualità.

Questo rende molto l’idea di come l’Italia faccia fatica ad uscire dalla crisi sociale nella quale riversa e di come, le continue crisi, non aiutino affatto il nostro paese. Proprio questa longevità è, dunque, la chiave del successo di Boris che, probabilmente, ha sfruttato proprio il potere del pesce Rosso di Renè.

A tutti gli effetti un pesce rosso con una palla di vetro.

Ci scusiamo per il disagio.

*Citazioni di Boris.

Matteo Riccardi

Matteo Riccardi

Mi presento, Sono Matteo Riccardi, Direttore del blog Nothing Of True. Quando ho creato questo mio piccolo mondo, avevo solo un pensiero in testa, far arrivare a più persone possibile quello che pensavo. Non perché tutto ciò che dico e penso sia giusto, anzi, sono più le volte in cui dico cazzate. Ho fatto questo blog perché mi serviva un modo per esprimere i miei pensieri, indipendentemente da come la pensino gli altri. Ora che ho creato questa famiglia però, spero che il mio blog possa diventare una fonte di ispirazione per chi ci segue e legge. Cerchiamo nel nostro piccolo di cambiare il modo di vedere le cose delle persone, non sappiamo se in positivo o in negativo, ma siamo abbastanza supponenti da poterci provare. Mi scuso per il disagio.

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