Carpe diem, affrontare la vita come Manuel Bortuzzo

Carpe diem, affrontare la vita come Manuel Bortuzzo

Manuel Bortuzzo, classe ’99, giovane promessa del nuoto. Se non conoscete la sua storia, in breve, è stato ferito da un colpo di pistola una maledetta sera di febbraio a Roma. L’obbiettivo non è quello di analizzare un tragico fatto di cronaca bensì, provare a far pensare a quante volte, forse, non “apprezziamo” quello che abbiamo. Non è voler pretendere di insegnare, o giudicare chi leggerà questo articolo, semplicemente è una storia che, personalmente, mi emoziona molto e che, per come questo grande ragazzo l’ha affrontata, è un esempio per tutti.

Volendo premettere che nessuna vita vale più di un’altra, il fatto che questo ragazzo sia un’atleta, un minimo, mi condiziona. Più che altro, è un aspetto che rende il suo “approccio” alla tragedia, ancora più ammirevole. Se avete seguito, anche poco, la vicenda è impossibile non notare come questo giovane ha affrontato la cosa. Anche se i sorrisi fossero solo per le telecamere, non è cosa da poco. A vent’anni poi e con tutta una carriera nel mondo del nuoto davanti.

Quello che mi viene in mente, pensando alla sua storia, è che “banalmente” dovremmo, in un certo senso, imparare ad apprezzare quello che abbiamo, a cogliere l’attimo. Cose che forse ci siamo sentiti dire davvero molte volte e che, allo stesso tempo, non è facile mettere in pratica. Come, per esempio, sia inutile covare rancore. Insomma, un ragazzo di vent’anni, promessa del nuoto, che da un giorno all’altro non è più capace di usare le gambe dichiara che non gli importa di chi siano, o di quanto sarà la pena dei colpevoli perché tanto non gli farà tornare le gambe, è un esempio, per tutti.

Io non credo che il modo in cui Manuel abbia affrontato questa situazione rientri in una sorta di copione mediatico. Se anche fosse, l’insegnamento che trasmette non è da meno. Il principio che tutto si affronta e che tanto vale farlo con il sorriso, perché “può sempre andare peggio”. La vita ci pone davanti a delle vere e proprie sfide e come le portiamo a termine dipende esclusivamente da noi. Per quanto possibile allora, vale la pena prendere la vita serenamente, o perlomeno senza piangersi addosso. Affrontare le situazioni a testa alta, tutto qui. Per farvi capire, il nostro giovane nuotatore è vivo per appena 12mm, quindi sì, morale della favola “poteva andà peggio“.

E allora carpe diem raga. Perché vi sto raccontando di un ragazzo, Manuel, che steso a terra a causa di un proiettile, pensa a dichiarare alla propria fidanzata l’amore che prova per lei. Perché quando vogliamo bene a qualcuno glielo dobbiamo dire, anche mille volte al giorno. Non perché dobbiamo essere tragici del tipo “non si sa mai” ma senza dimenticarci che così potrebbe essere.

E se è vero che certi treni passano una volta sola, allora prendiamoli senza pensarci due volte. Perché il momento giusto è adesso.

Ci scusiamo per il disagio.

Alice Ceccarelli

Alice Ceccarelli

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