Disturbo da stress post-covid

Disturbo da stress post-covid

Il disturbo da stress post traumatico colpisce circa il 7.5% delle persone che vengono esposte a minacce di morte reale o meno che esse siano. In questo periodo in Italia e nel mondo siamo stati esposti a una minaccia di cui ormai tutti sappiamo il nome. Le persone hanno reagito nel modo più disparato, abbiamo i negazionisti (esistono pure quelli che negano lo stillicidio nazista, figuriamoci), abbiamo le persone sane ma attente, ed esistono coloro che hanno perso la loro bussola.

In italia infatti c’è stato un incremento assurdo di vendita di farmaci per l’ansia e la nevrosi causate dalla paura di questo virus. Coniamo quindi insieme questo termine, disturbo da stress post-covid. La prima volta che la nostra generazione, non abituata a guerre fredde o reali, si trova a vivere un’esposizione mediatica e non ad un pericolo.

Ipocondria

L’ipocondria in questo momento storico diventa una bestia ancora più veemente, una bestia che non ti fa fidare di nessuno o quasi. Ma cos’è l’ipocondria? Tralasciando la definizione di wikipedia che ora non ci interessa, prendiamo una definizione di qualcuno che la vive:

Adesso cosa farò, di certo qui morirò, in questo albergo di merda non a casa mia, la fame d’aria che sale, l’ansia cresce e fa male
lingua asciutta, è partita la tachicardia
.
” Questa è una canzone di Giancane featuring Rancore e spiega al meglio quella sensazione di ansia che si sente, che scende e risale ma ti tiene costantemente appeso a un filo. Il filo della paura, il filo peggiore. Un filo che con qualcosa di invisibile come un virus, ti si stringe al collo. Di cosa hai paura? Di qualcosa che non si vede, di persone che abbracciavi fino a poco fa, di persone che baciavi.

Riprendersi la propria vita

Riprendersi la propria vita non significa far finta che il coronavirus non esista, significa non sentirsi morire ogni volta che siamo nelle nostre case, significa fidarsi almeno di qualcuno. Riuscire a fare le attività che facevamo prima, con qualche differenza necessaria e dovuta. Come si fa a riprenderci la nostra vita?

Dobbiamo reimparare a vivere, a convivere con questo mostro, a stare in casa senza cercare sempre informazioni. Cercare sempre informazioni fa parte pienamente del disturbo. Io personalmente mi trovo a cercarle senza neanche più rendermene conto, come un vero tossico di informazioni. Cercare di reagire deve essere alla base di un nuovo modo di vivere almeno per ora e poi tornare a ridere e a vedere i colori.

Ci scusiamo per il disagio.

Riccardo Meddi

Riccardo Meddi

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