Essere religiosi nel 2020 è blasfemo 2.0

Essere religiosi nel 2020 è blasfemo 2.0

Uno dei nostri primi articoli parlò di come, nel 2020, fosse blasfemo essere religiosi ai giorni nostri. L’articolo, dal titolo paradossale e provocatorio, raccontava di come fosse sbagliato legarsi in maniera viscerale ad un fede religiosa in quanto concezione arcaica di una vita passata.

Oggi abbiamo deciso di riprendere questo argomento per svilupparlo approfonditamente e cercare di far capire meglio questo punto di vista.

Religione; Complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo o un gruppo umano con ciò che esso ritiene sacro, in particolare con la divinità.

Treccani

Religione, Relegare, vincolare.

La religione è uno dei più grandi vincoli che ci lega a un modo di vivere vecchio di centinaia di anni. Già dalle prime definizione etimologiche, in particolare da Lucrezio, si fece risalire il termine Religione a quello di re-ligare, nel significato «dei legami che uniscono gli uomini a certe pratiche»

Oltre al poeta e filosofo romano, anche altre grandi menti dell’antichità si congiunsero con questa definizione. Così per molti si intese la religione, sempre da un punto di vista strettamente semantico, come «Un’inibizione al pensiero filosofico causate dal paganesimo. L’uomo è trattenuto, impedito, essendo le sue mani letteralmente legate dietro la schiena» e quindi in un certo qual modo, un verbo contrario all’idea di libertà.

Ogni religione infatti, dal cattolicesimo al buddismogiusto per citarne due – ha come incipit di base quello di dirigere gli stili di vita dei propri fedeli. La stessa parola infatti, le cui origini risalgono all’antica Grecia, riprende il significato di «Timoroso di Dio».

Questa concezione che richiama alla paura per un essere superiore, era infatti dovuta al fatto che, agli antipodi del politeismo il culto religioso era praticato per non scatenare l’ira degli Dei. Quindi era un pensiero molto diverso da quello che si ha oggi della religione.

Partendo dal Timore verso Dio e passando poi per l’idea che essa fosse una restrizione, si può affermare che già agli inizi la religione era vista come una pratica che limitasse le libertà e le capacità degli uomini di governare la loro vita. A distanza di secoli, passando tra guerre e persecuzioni, il concetto di religione si è stravolto ma resta quel principio che impone ai religiosi ferree regole comportamentali.

Regole che nell’epoca postmoderna in cui viviamo, non sono più accettabili.

Svincolarsi dai vincoli

In ragione di ciò che abbiamo detto finora, uno dei più grandi ostacoli che la società di oggi, e a seguire le future, dovranno superare è proprio quello di slegarsi da questi “comandamenti”. Liberarsi da quelle stupide catene che orientano quotidianamente le nostre vite, da cosa mangiare a cosa indossare passando per chi bisogna frequentare.

Attenzione, non stiamo affatto dicendo che bisogna smettere di credere in una qualche entità superiore. Anzi riteniamo che il credere in qualcosa/qualcuno, possa essere , in determinati casi, una forza motrice molto importante nella vita delle persone. 

Stiamo dicendo che la fede non dovrebbe essere fatta da semplici regole da seguire così da non essere discriminate dal proprio gruppo religioso. Al contrario dovrebbe essere una vocazione, una speranza rivolta verso un qualcosa di più grande. Anche se, a mio avviso, è allo stesso tempo un modo per fuggire dalle proprie responsabilità rimettendo sempre a terzi il destino delle nostre vite.

Lo svincolarsi da queste arcaiche istituzioni religiose, quindi, sarebbe il primo passo per l’uomo per avvicinarsi ad uno step successivo della sua evoluzione. Nel 2020 essere religiosi, inteso come seguaci fedeli di una religione, dovrebbe essere considerato una blasfemia verso l’uomo. Una minaccia alle libertà fondamentali e, in parte, al libero arbitrio.

Insomma la religione ha rotto il cazzo

Ci scusiamo per il disagio.

Matteo Riccardi

Matteo Riccardi

Mi presento, Sono Matteo Riccardi, Direttore del blog Nothing Of True. Quando ho creato questo mio piccolo mondo, avevo solo un pensiero in testa, far arrivare a più persone possibile quello che pensavo. Non perché tutto ciò che dico e penso sia giusto, anzi, sono più le volte in cui dico cazzate. Ho fatto questo blog perché mi serviva un modo per esprimere i miei pensieri, indipendentemente da come la pensino gli altri. Ora che ho creato questa famiglia però, spero che il mio blog possa diventare una fonte di ispirazione per chi ci segue e legge. Cerchiamo nel nostro piccolo di cambiare il modo di vedere le cose delle persone, non sappiamo se in positivo o in negativo, ma siamo abbastanza supponenti da poterci provare. Mi scuso per il disagio.

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