Estinzione

Estinzione

Quando riusciamo a cogliere l’intera situazione, siamo d’un tratto completamente soli, e non abbiamo neppure una persona

Estinzione. Uno sfacelo, Thomas Bernhard.

Nella noia vuota di queste ultime settimane ho ripensato a un libro letto recentemente: Estinzione. Uno sfacelo di Thomas Bernhard.

Estinzione. Uno sfacelo, Thomas Bernhard (Adelphi, 493 pp, 14,00 €)

Potrà sembrerà assurdo considerando l’inizio del libro, eppure, il protagonista mi è sembrato annoiato come me in questo periodo.

Franz-Josef Murau sente di essere perseguitato dagli episodi della vita, la subisce passivamente e l’unica cosa che riesce a fare è tentare di scappare. Per Franz è la lontananza la strada in cui ritrovare e creare, allo stesso tempo, sé stesso.

Il libro è fondamentalmente un continuo confronto, o meglio un continuo dualismo tra l’Italia e la germanica Austria.

Viene confrontata la freddezza e la claustrofobica chiusura mentale e culturale dell’austriaca città natale di Wolfsegg, con la soleggiata e viva città di Roma, scelta da Franz per vivere.

Vengono messe a confronto le lingue e le letterature delle tre nazioni (Austria, Germania e Italia), il clima e perfino le tipologie antropologiche delle persone che le abitano.

Il libro stesso nella sua struttura riprende questa dualità, essendo, fondamentalmente, diviso in due parti.

La prima parte è legata alla memoria, ai ricordi. È, infatti, un telegramma, che notifica un lutto familiare, a riportalo con la mente ai luoghi di quella adolescenza così sofferta.

La seconda, invece, è proiettata nel futuro, ovvero alle decisioni a cui sarà costretto Franz a rispondere.

Un libro di pensieri

Il libro è un monologo interiore in cui la memoria è la vera protagonista, con la sua forza capace di immobilizzare ma che, allo stesso tempo, è creatrice di una coscienza critica, che risulta, invece, completamente assente in chi non analizza mai il passato.

Non si potrebbe consigliare libro migliore per questo periodo così anomalo. In un momento in cui tutto sembra muoversi a rallentatore, in cui si è dipendenti da situazioni incontrollabili e da scelte imposte, questo libro e questi personaggi non possono che far sentire il lettore meno solo.

Non è una scrittura facile. Ma appena si riesce a entrare in contatto con la sensibilità che Thomas Bernhard riversa in Franz, il lettore sarà completamente sommerso da questo senso di impotenza, questa sorta di fiato sempre trattenuto che Franz ha nei confronti della sua stessa vita e non potrà che tuffarsi vogliosamente nelle lettura, per poi nuotare in questo mare di pensieri di una mente così buia e brillante allo stesso tempo.

E se il lettore riuscirà ad arrivare alla fine del libro non se ne pentirà. Leggerà, infatti, un finale capace di emozionare come pochi riescono a fare, dando un senso proprio a quel processo mentale così inafferrabile e complesso che è la memoria di ognuno di noi.

J_Lo

J_Lo

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