Horror vacui,tra arte e psicologia

Horror vacui,tra arte e psicologia

Horror vacui è una locuzione latina che significa letteralmente terrore del vuoto. Nell’arte definisce l’atto di riempire completamente gli spazi di un’opera. In psicologia il termine può essere assimilabile al disturbo dell’agorafobia o cenofobia, un disturbo estremamente invalidante. Chi ne soffre vive rinchiuso all’interno della propria casa, avendo paura degli spazi non famigliari.

Arte, filosofia e fisica

Il termine horror vacui nell’arte lo introdusse un critico italiano ritenendo soffocante l’arredo nell’età vittoriana. Per tutto il corso della storia questo concetto ha accompagnato l’arte. L’arte ellenica fece proprio questo stile con la geometria, ad esempio. Come l’arte così la filosofia. In filosofia l’horror vacui venne introdotto da Aristotele parlando di come la natura rifiuti il vuoto (“Natura abhorret a vacuo“). Lui parlò di come ogni gas o liquido tentano costantemente di riempire ogni spazio. Tutt’ora in fisica è stato dimostrato come il vuoto non possa esistere, infatti non esiste spazio privo di molecole.

Horror vacui in psicologia, l’agorafobia

A questo punto si deve parlare dell’unico posto in cui noi possiamo sperimentare il vuoto totale, nella nostra interiorità. L’agorafobia è la paura sproporzionata che un soggetto prova quando si trova in ambienti non famigliari. Questo lo porta a cercare un posto sicuro che la maggior parte delle volte è la propria casa. E’ ovviamente un disturbo estremamente invalidante che costringe le persone a evitare i rapporti sociali. Evitare rapporti sociali, per sorpassare eventuali ansie o attacchi di panico. Un personaggio storico che ha sofferto di questo disturbo è Alessandro Manzoni, autore dei Promessi Sposi.

Come collegare arte e psicologia

In assoluto il vuoto interiore è come quello esteriore. Cerchiamo di riempire le nostre vite come nell’arte le opere. Ora le nostre vite sono necessariamente più vuote e parlare di terrore di questo vuoto risulta quasi inevitabile. Non dobbiamo però confondere il fatto di passare del tempo da soli, con il vero e proprio terrore del vuoto. Questa paura sproporzionata è interiore, una sensazione di abbandono che tutti possiamo aver provato. La vera sfida è questa, stare con se stessi senza affondare nel proprio vuoto. Quell’enorme buco rappresentato da un genitore assente, da un difficile percorso scolastico o semplicemente da un momento in cui bisogna ritrovare la propria strada. Tra arte, psicologia e filosofia, l’uomo ha storicamente temuto il vuoto, non concepisce una vita non piena. Questo vuoto invece può darci tanto e può darci quello spazietto per conoscere noi stessi e sopratutto per accettarci. Questo lo dico anche come speranza personale.

Ci scusiamo per il disagio.

Riccardo Meddi

Riccardo Meddi

Un pensiero su “Horror vacui,tra arte e psicologia

  1. Riccardo le tue riflessioni arrivano sempre puntuali e dritte dritte al cuore del problema. Io sono una di quelle persone che riempie tutto il proprio tempo e spesso ci provo anche quello degli altri. Dare spazio e qualità al mio “spazietto” mi servirebbe, chissà se ci riuscirò …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *