In italia si leggono ancora libri?

In italia si leggono ancora libri?

Gli italiani leggono ancora libri?

Secondo uno studio nel 2016 solamente il 40.5% degli italiani ha letto almeno un libro. Questo dato dovrebbe farci riflettere per vari motivi. Proviamo a chiederci perché si legge sempre meno. Uno dei motivi non può che essere la vita sempre più frenetica, la lettura ha bisogno di tempo. Un altro motivo è l’apparente difficoltà soprattutto della nostra generazione a rimanere concentrati su un qualcosa per più di 5 minuti. Abbiamo i nostri smartphone, il messaggio, il feed di instagram e tanto poi? Tanto poi esce il film.

La bellezza della carta

Un libro è sempre un libro, ormai siamo avanti anni luce rispetto le generazione precedenti. L’ebook è a tutti gli effetti una lettura, che sia piacevole o spiacevole. La bellezza delle carta è però un’ altra cosa, il suo odore, sfogliare le pagine, sentirlo tra le mani, ”possederlo”. Quanto è bello arrivare ad una certa pagina e poter fare un pieghetta in alto a destra per ricordarti dove sei arrivato. Quanto è bello avere un libro preferito, sulla mensola della camera e ogni volta poterlo riprendere, con le pagine ormai ingiallite.

Io personalmente faccio questo con il piccolo principe, periodicamente lo prendo e lo rileggo. Ogni volta è un’ esperienza nuova, perché il libro rimane uguale a sé stesso, mentre noi cambiamo. E’ un libro che mi sento di consigliare a coloro che faticano a rimanere concentrati, è un libricino, scorrevole ed estremamente di facile lettura. Può sembrare stupido, ma come tutte le cose che inizialmente sembrano stupide, è estremamente profondo.

Un popolo di poeti

Ritornando al discorso italiano possiamo e dobbiamo considerarci un popolo di poeti.

Pensiamo alla Divina Commedia, grazie ad essa noi oggi abbiamo un’idea di inferno, paradiso e purgatorio. E’ un’opera studiata in tutto il mondo ed è l’opera che ha dato il là all’utilizzo dell’italiano. E’ un poema incredibile scritto in versi, che non avrà mai nulla alla sua altezza. Possiamo pensare a Leopardi e al suo pessimismo cosmico che avremo sicuramente odiato sui banchi di scuola, ma che tutt’ora è attuale e universale. Questo è il bello di certe opere, la loro universalità, come si amava nel 18esimo secolo si ama anche ora, come si soffriva per una donna, si soffre anche ora. Tutt’ora io stesso prendo spunto dalle loro opere per trovare parole da dire e parole d’amore.

Il futuro appartiene a noi giovani

Noi giovani dovremmo invertire questa deriva culturale. Leggere e scrivere sono due ottimi modi per evadere. Evadere è stupendo, evadere da noi stessi ed evadere dal tempo. In questo periodo di chiusura che abbiamo vissuto, l’evasione mentale è stata fondamentale. Abbiamo avuto tutti più tempo, quel tempo che serve per leggere un libro con calma, un libro che ti possa lasciare qualcosa per sempre. Un libro che abbia non solo la stessa potenza del film, ma che ne abbia di più. Chiudo con una frase fatta ”Lo hai visto il film?” – ”Niente a che vedere col libro”. Ovviamente in positivo.

Ci scusiamo per il disagio.

Riccardo Meddi

Riccardo Meddi

3 pensieri su “In italia si leggono ancora libri?

  1. Ma quanto è vera l’ultima frase??? Se abbiamo letto il libro il film ci deluderà sempre perchè mentre leggevamo il libro noi il nostro film ce lo siamo fatti e ovviamente sarà sempre diverso dal film che si è fatto il regista … questa è la magia di un libro ogni persona che lo legge ci vede dentro persone, contenuti, messaggi diversi, è bellissimo e allo stesso tempo bruttissimo quando consigli un libro di cui ti sei innamorato e poi l’altro dopo che l’ha letto ti guarda con quella faccia che dice “Mah, cosa ci avrai trovato di tanto speciale …” … la magia del libro …
    Confesso però di essere passata al kindle, non so più dove mettere i libri di carta ne ho casa piena e non riesco a cederli; gli unici che ancora compro cartacei sono quelli illustrati per i ragazzi e quelli di cucina 🙂

    1. Articolo interessante, ma secondo me il primo problema è alla base: tutto parte dalla scuola. Cresciamo nell’istruzione che ha come metodo l’imposizione della lettura. “Leggi questo”, “leggi quello”, perché? Perché è nel programma. La lettura ha come presupposti la conoscenza del contesto storico e il comune stile di vita, che differenzia i vari periodi. Leggere Leopardi senza contesto storico e con una lettura superficiale, basata sulle definizioni dei libri, ti porta a parlare di semplice pessimismo. Cosa c’è dietro? Un mondo. Tra cui anche un Leopardi più arido e aspro, più tardivo, che nasconde una volontà impossibilitata dal contesto dentro il quale si trova. I versi di Dante? Immensi. Ma quanti davvero sono in grado di analizzarteli? Pochi. Ci sono libri storici della narrativa italiana che si perdono per le aspettative che gli sono state date. Il libro a scuola ti deve piacere per forza, perché è così che deve andare. Non si dà la possibilità di creare un pensiero critico e l’imposizione porta alla rinuncia.
      Secondo problema? Gli scrittori di oggi. Sono sempre stat* appassionat* di libri, ma fino ai 18 anni non ne ho letto nemmeno uno. In una società dove il best Seller è “After”, cosa ci si aspetta? Il primo libro che ho letto è 1984 di Orwell e da lì ho comprato la fattoria degli animali richiamat* da quel genere. Da lì, il buio. Grazie all’università sto avendo la fortuna di riprendere quei classici italiani imposti nelle scuole senza alcun tipo di obbligo. Ho una lista tra cui posso scegliere e dei libri in grado di spiegare, analizzare e che forniscono le basi per un pensiero critico.
      Tutto questo poema ha sola finalità di far capire che il problema non è sempre la mancanza di volontà, ma molte volte la mancanza di mezzi e libertà.

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