Nagorno-Karabach, Cosa succede tra Armenia e Azerbaijan

Nagorno-Karabach, Cosa succede tra Armenia e Azerbaijan

Nelle ultime settimane si è rialzata una vera a propria polveriera. Il conflitto del Nagorno-Karabach si è infatti riproposto con forza ed una brutale violenza. Armenia ed Azerbaijan sono così tornate a darsi battaglia per quella fetta di terra che le divide, senza badare minimamente a civili donne e bambini.

Nagorno-Karabach

La prima volta che Armenia ed Azerbaijan si sono scontrate per l’enclave del Nagorno-Karabach era il 1990. Verso il 1992 infatti, le due nazioni limitrofe hanno iniziato quella che è conosciuta come la Guerra del Nagorno-Karabach, finita solo nel 1994. Il conflitto scoppiò in seguito al voto del parlamento del Nagorno Karabakh il quale, facendo leva su una legge sovietica allora vigente, dichiarò la nascita della Repubblica del Karabakh Montagnoso.

«In base a tale legge del 3 aprile 1990 (Registro del Congresso dei deputati del popolo dell’Urss e Soviet Supremo, n.13 pag 252) se all’interno di una repubblica che decideva il distacco dall’Unione vi era una regione autonoma (oblast’), questa aveva diritto di scegliere attraverso una libera manifestazione di volontà popolare se seguire o meno la repubblica secessionista nel suo distacco dall’Urss».
(Wikipedia)

Quando l’Azerbaijan decise di staccarsi dall’URSS, il Nagorno-Karabach, anticamente appartenente al territorio armeno, decise di approfittare del distacco per rendersi una Repubblica autonoma. L’Azerbaijan provò a bloccare questa scissione interna ma, secondo le leggi sovietiche ancora vigenti, non aveva più potere legislativo su una nazione ormai distaccata. Così, il 6 gennaio 1992, l’Azerbaijn iniziò i bombardamenti sulla regione dando di fatto il via alla guerra.

La ripresa del conflitto

La guerra si è teoricamente conclusa nel 1994 con il Nagorno-Karabach che ha avuto la meglio proclamandosi repubblica de facto, anche se la comunità internazionale ancora non la riconosce.

La verità però, è che non sono mai finite le tensioni tra le due parti e oggi, il problema si è riproposto con forza. Da fine settembre infatti l’Azerbaijan ha ripreso a bombardare la regione caucasica, arrivando addirittura ad attaccare i centri abitati portando il numero delle vittime civili ben oltre le centinaia.

L’obiettivo degli Azeri è quello di riprendersi la regione che, a loro detta, gli spetta di diritto. L’ultimo attacco è stato il duplice bombardamento alla cattedrale di Shushi, luogo di culto apostolico estremamente sacro per gli armeni.

«In questi allarmanti giorni di ostilità scatenate dall’Azerbaigian contro l’Artsakh, le forze armate azere stanno bombardando insediamenti non militari, la capitale Stepanakert, Shushi e altre città. Uccidendo innocenti e causando ingenti danni alla popolazione civile. Ignorando tutti gli obblighi internazionali, l’Azerbaigian ha preso di mira anche i santuari e il patrimonio storico e culturale dell’Artsakh».

Sir, agenzia informazione

Oltre tutto, il primo attacco è stato seguito da un secondo, sempre indirizzato alla stessa cattedrale. In questo sono rimasti feriti, in condizioni più o meno gravi, giornalisti ed inviati di tutto il mondo che erano lì a documentare il tutto. Secondo il Governo armeno, il bombardamento è stato fatto appositamente per evitare che si documentasse il crimine di guerra fatto dallo stato rivale.

Dal suo canto, l’Azerbaijan rinnega ogni attentato al luogo religioso:

«Le informazioni sui danni alla chiesa di Shusha non hanno nulla a che fare con le azioni militari dell’esercito azero . A differenza delle forze armate armene, quelle dell’Azerbaigian non colpiscono obiettivi di importanza storica e culturale e specialmente edifici religiosi e monumenti».

Ministero della Difesa Azero.

Le trattative per la pace.

Cosa fanno gli altri stati nel mondo in tutto ciò?

La domanda sorge lecita visto il numero di vittime crescenti e i continui attacchi, di entrambe le nazioni, l’una all’altra. In questo senso ha fatto molto il giocatore dell’AS Roma Henrikh Mkhitaryan. Sembrerà una banalità quella scritta sopra, ma Mkhitaryan, calciatore armeno, è considerato in patria una figura molto importante a livello mondiale.

Lui stesso in occasione della finale di Europa League giocata a Baku (Azerbaijan) tra Chelsea ed Arsenal del 2019, non ha potuto partecipare a causa della sua spiccata figura da rappresentante del popolo armeno. Dallo scorso 27 settembre, Mkhitaryan ha avviato una vera e propria campagna social per porre fine a questi massacri e a questa inutile guerra. Recentemente ha invece inviato una lettera ai grandi leader mondiali chiedendo intervenire a favore della pace.

La lettera di Henrikh Mkhitaryan.

Casualità o no, Vladimir Putin dopo questa lettera, ha invitato a Mosca i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian per dei colloqui sul conflitto. Il Cremlino in una nota ha spiegato che Putin « […] Chiede che cessino i combattimenti in Nagorno-Karabakh, per motivi umanitari, per scambiare i corpi delle persone rimaste uccise e i prigionieri».

Noi dal canto nostro speriamo che tutta questa assurda e inutile guerra cessi il prima possibile e che, sopratutto, sia dia alle persone la libertà di una vita migliore di quella vissuta sotto bombardamenti e macerie.

Ci scusiamo per il disagio.

Matteo Riccardi

Matteo Riccardi

Mi presento, Sono Matteo Riccardi, Direttore del blog Nothing Of True. Quando ho creato questo mio piccolo mondo, avevo solo un pensiero in testa, far arrivare a più persone possibile quello che pensavo. Non perché tutto ciò che dico e penso sia giusto, anzi, sono più le volte in cui dico cazzate. Ho fatto questo blog perché mi serviva un modo per esprimere i miei pensieri, indipendentemente da come la pensino gli altri. Ora che ho creato questa famiglia però, spero che il mio blog possa diventare una fonte di ispirazione per chi ci segue e legge. Cerchiamo nel nostro piccolo di cambiare il modo di vedere le cose delle persone, non sappiamo se in positivo o in negativo, ma siamo abbastanza supponenti da poterci provare. Mi scuso per il disagio.

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