Nineties, la generazione del domai.

Nineties, la generazione del domai.

I Nineties (‘90), l’ultima generazione prima del nuovo millennio. La nostra è la generazione zeta quella che, per davvero, ha creato uno strappo con il passato. Dai social agli smartphone, dall’immigrazione alle catastrofi. Ogni cosa, nella nostra generazione, è affrontata in maniera diversa rispetto le altre.

La generazione Zeta

Cinici e spesso apatici, siamo il frutto delle vecchie generazione, quella da noi definite ii “dinosauri”. Generazioni che hanno reso il mondo, e in particolare l’Italia, quello che è adesso e che non ci sembra un bel posto dove vivere. Eppure siamo noi, i neo entranti nel mondo “vero”, ad essere incriminati e giudicati in malo modo per i nostri stili di vita. In un mondo noioso, quotidiano e monotono, se non ti adegui sei feccia. Sei il ribelle stupido, sei quello che non combinerà mai nulla nella vita, quello che è bravo ma non si applica. Ma facciamo bene a non applicarci. Perché se applicandosi come voi si arriva dove siamo arrivati ora, forse è meglio non applicarsi. Preferibile piuttosto, è evadere da questa gabbia che ci avete costruito, alzarsi da questo tavolo dove ci invitate a sedere senza porci le sedie che occupate voi e che non avete intenzione di cedere, anche se, per una volta, dovrebbero essere gli anziani a far sedere i giovani.

Noi siamo quelli che le fake news le riconoscono e le trasformano in perle di divertimento social, perché è l’unico modo che conosciamo per evadere dalla vostra realtà. Quelli che non si spaventano per un “negro”, un virus o per i continui allarmismi del terrorismo. Siamo quelli che, forse più di tutti, conoscono il nuovo mondo. Quello della globalizzazione, dell’integrazione e delle lunghe distanze. Quelli che «stanno sempre con ‘sti telefonini» ma che quando li usano sanno veramente cosa stanno facendo. Quelli che stanno abbandonando le istituzioni religiose, le famiglie unite e la terra di nascita. Siamo la vera frattura evolutiva, siamo il meteorite all’era dei dinosauri. Peccato che il meteorite, i dinosauri, non li ha estinti.

La generazione del domai

La nostra generazione, la generazione zeta, è nata in un mondo dove il suo turno è sempre domani, anche se quel domani poi non arriverà mai. Un mondo fatto di sogni infranti e promesse spezzate, un mondo dove per lavorare a condizioni dignitose devi avere esperienza, ma nessuno te la fa fare in modo onesto. È il mondo della precarietà, della flessibilità e delle agenzie interinali, dove lavori sempre a mezzo servizio e dove la pensione è fai da te. Siamo la generazione senza futuro davanti, quelli che il futuro se lo creano con un computer o un iPad, proprio come stiamo provando a fare noi scrivendo ogni giorno su questo blog.

Speriamo sempre di riuscire, un domani, a realizzarci, credendo che quel domani sia davvero un domani, illudendoci che tutto ciò che abbiamo sempre sognato si possa realizzare. Nati in internet, probabilmente, siamo quelli che sognano in grande, quelli che aspirano sempre al successo, la ricchezza e la fama perché cresciuti in un mondo materialistico e mediato che ci mostra la vita come una grande discesa facendoci credere di avere gli sci. La verità però è un’altra. Non siamo muniti di snowboard ma di una tavolozza di legno, lanciati per il grande slalom in una pista piena di alberi e sassi che finiremo con il culo a terra e il volto in lacrime. Ok, forse siamo stati troppo tragici, ma concedetecelo, siamo dei romantici, da tempo in attesa di quel domani che sembra sempre possa arrivare, ma poi non arriva mai. La generazione in attesa del Domai.

Eppure, chissà, magari domani è il giorno giusto.

Ci scusiamo per il disagio.

Matteo Riccardi

Matteo Riccardi

Mi presento, Sono Matteo Riccardi, Direttore del blog Nothing Of True. Quando ho creato questo mio piccolo mondo, avevo solo un pensiero in testa, far arrivare a più persone possibile quello che pensavo. Non perché tutto ciò che dico e penso sia giusto, anzi, sono più le volte in cui dico cazzate. Ho fatto questo blog perché mi serviva un modo per esprimere i miei pensieri, indipendentemente da come la pensino gli altri. Ora che ho creato questa famiglia però, spero che il mio blog possa diventare una fonte di ispirazione per chi ci segue e legge. Cerchiamo nel nostro piccolo di cambiare il modo di vedere le cose delle persone, non sappiamo se in positivo o in negativo, ma siamo abbastanza supponenti da poterci provare. Mi scuso per il disagio.

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