Non parlo di Coronavirus

Non parlo di Coronavirus

«C’ho un idea, parliamo del Coronavirus. Così de botto senza senso».

Premessa: Se non state guardando Boris siete delle brutte persone.

Scherzi a parte, lo sketch degli sceneggiatori di Boris è l’esemplificazione di come, delle volte, il lavoro di uno scrittore possa essere molto semplice. Basta poco per trovare un tema che sicuramente intercetterebbe i vostri interessi, ma non è nei nostri di interessi. Perché il nostro obiettivo è quello di portare temi innovativi ogni volta che possiamo e non perderci nella banalità.

Esports, il futuro è adesso

Il Fatto Quotidiano

Come avrete capito, non parliamo del Coronavirus. Oggi siamo qui per raccontarvi di quel mondo che finalmente l’Italia sta scoprendo appieno. Il mondo degli Esports.

[…]Nel 2019 giocare ai videogiochi è diventata una professione a tutti gli effetti […] ma in Italia non diamo risalto all’innovazione. I pregiudizi e lo scetticismo generale hanno fatto si che il nostro paese rimanesse indietro rispetto a tutti gli altri.

Esports, il futuro è adesso, 10 Dicembre 2019.

Il famoso Coronavirus, come già detto, ha portato anche dei benefici infondo. Tra questi c’è sicuramente il crescente interessamento e la conseguente presa di coscienza verso il mondo competitivo dei videogames. Perché, ci tengo a ripeterlo per chi non lo avesse capito, essere un giocatore professionista di un videogioco, è a tutti gli effetti un lavoro. Anche ben retribuito.

Questo perché in un mondo in via di sviluppo come il nostro, le tecnologie si stanno inserendo in quelli che sono i normali meccanismi delle nostre vite. Così lo sport, inteso come attività psicofisica, diventa Elettronic Sports, ergo Esports.

La spinta del Lockdown

United Italia, in onda su Sky

Il Lockdown globale ha in questo senso, dato una spinta fortissima a un mondo che già da prima era in ascesa. Il “giocare ai videogames” ha sostituito, anche se solo momentaneamente per fortuna, lo sport reale che non era più praticabile. Gare di Formula 1 e MotoGP, partite a Fifa e Pes e chi più ne ha più ne metta.

Tutta questa visibilità che il mondo degli Esports ha ricevuto grazie ai media sportivi, Sky Sport in particolare, gli ha permesso di entrare nelle case di molti italiani, anche dei più scettici e bigotti.

Non è bastato certo questo a far incrementare l’interesse verso questo settore ovviamente, ma è comunque una conferma che anche in Italia questo mondo sta prendendo piede. In particolare negli ultimi mesi molti personaggi pubblici hanno investito negli Esport. Basti pensare a Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi che hanno acquisito delle quote dei Mkers, o alla Machete che ha aperto le porte al universo dei videogiochi con l’apposita Machete Gaming.

Pro Player, Streamer e Youtuber

Tutti questi investimenti sono sintomo di come questo mondo si stia facendo strada, a gomitate, anche nella cultura italiana. Il merito è sicuramente degli investitori e di chi lavora per creare eventi incredibili come per esempio il PG National. Ma senza dubbio un grazie caloroso, va dato a tutti quelli Streamer/Youtuber che da anni spingono affinché questo mondo possa emergere.

Non a caso i due settori sono spesso pensati come una cosa sola, il che è estremamente sbagliato. Nonostante, di frequente, i contenuti siano molto simili, gli interpreti di questi mestieri hanno dei ruoli e delle abilità diverse. Certo possono essere complementari, non a caso molti ProPlayer finiscono a fare streaming e viceversa, ma non vanno confusi come un unico blocco.

Così come non va confuso il ruolo dello Youtuber da quello dello Streamer.

Il futuro degli Esports è dunque in crescita costante ed ha, finalmente, generato un minimo di interesse da parte dei media italiani, il che porterà questo mondo ad entrare stabilmente nelle nostre vite.

Che piaccia o no, queste sono le prospettive e a noi, francamente, piacciono.

Ci scusiamo per il disagio.

Matteo Riccardi

Matteo Riccardi

Mi presento, Sono Matteo Riccardi, Direttore del blog Nothing Of True. Quando ho creato questo mio piccolo mondo, avevo solo un pensiero in testa, far arrivare a più persone possibile quello che pensavo. Non perché tutto ciò che dico e penso sia giusto, anzi, sono più le volte in cui dico cazzate. Ho fatto questo blog perché mi serviva un modo per esprimere i miei pensieri, indipendentemente da come la pensino gli altri. Ora che ho creato questa famiglia però, spero che il mio blog possa diventare una fonte di ispirazione per chi ci segue e legge. Cerchiamo nel nostro piccolo di cambiare il modo di vedere le cose delle persone, non sappiamo se in positivo o in negativo, ma siamo abbastanza supponenti da poterci provare. Mi scuso per il disagio.

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