Non “passarci sopra”

Non “passarci sopra”

Ci ho provato a “passarci sopra”, indignandomi nel mio piccolo, commentando l’oscenità con qualche conoscente ma non si può restare in silenzio. Evidentemente, abbiamo bisogno di rinfrescarci costantemente la memoria. E quindi, a costo di risultare ripetitiva e pesante, parliamo di di donne “as human being”.

Si perché, che la vita può essere difficile e infame lo sappiamo tutti ma quando è un altro essere umano a renderla impossibile è un’altra storia. Per di più se è una persona di cui ti fidi. E guardate che succede molto più spesso di quanto pensate e per motivi più che banali. Mi lasci, penso che sei una stronza, ti meriti che io pubblichi su internet video dove facciamo l’amore. Tutto regolare, no? Oppure; pubblichi una foto in costume, ho venticinque anni più di te, la mando a tutti i contatti viscidi che ho, ti chiamiamo troia e ci masturbiamo sulla tua immagine. Normale, vero?

Che fate schifo, do per scontato che sia pensiero comune. Si, mi riferisco alle vicende dell’ultimo periodo, dei gruppi telegram e compagnia bella. Purtroppo, per quanto la maggior parte di noi rimangono indignati di fronte a questa vicenda, dobbiamo ammettere che la questione non ci lascia così sconvolti come dovrebbe. Al di là dell’aspetto legale, perché si facendo quelle cose si infrange la legge, dovremmo tutti condannare moralmente questo tipo di comportamenti. E lo facciamo, scriviamo su instagram che fanno schifo e divulghiamo la notizia su facebook. Eppure, le cose rimangono sempre le stesse continuiamo a usare la parola “troia” come fosse un aggettivo qualificativo e continuiamo a dire che se vai in giro “mezza nuda” allora sicuramente hai “strane intenzioni”.

Ma attenzione, perché non è un “femmine contro maschi”, per quanto in quei gruppi, la stragrande maggioranza sono uomini. È una questione che riguarda tutti, riguarda tutta la società. Perché, noi donne non usiamo il termine “troia” in maniera sconsiderata? Non vi voglio spiegare o insegnare niente. Non starò qui a scrivere cos’è il revenge porn o a dirvi “smettiamo di chiamarci troia, vogliamoci bene”, vorrei invitare tutti a riflettere. Siamo nel 2020, abbiamo canali di comunicazione che ci fanno parlare con persone che si trovano dall’altra parte del mondo in tempo reale, le macchine un altro po’ volano ma le ragazze devono ancora aver timore di tornare a casa, di notte, da sole, domandandosi pure se sono vestite in maniera “adeguata”.

E peggio ancora, dovremmo anche aver paura di chi ci sta accanto, di quelle persone di cui ci fidiamo ciecamente. Si perché, tutti gli ex partner che pubblicano contenuti intimi per vendetta, erano persone che godevano di fiducia e considerazione: “lui non lo farebbe mai”, proprio a sottolineare che di merde in giro ce ne sono tante ma “lui” non lo farebbe mai. E invece mai dire mai. Cosa dovremmo fare? Vivere nel terrore?

Ovviamente no. Sapete cosa andrebbe fatto secondo me? Rompere il cazzo. Si, dobbiamo “mettere i puntini sulle i”, dobbiamo farci sentire quando frasi o comportamenti nascondono discriminazione, quando lo pensiamo ma ce lo teniamo per noi. Per fare un esempio, infatti, io stessa ho detto che “ho provato a passarci sopra”, questo articolo non volevo scriverlo perché “ne ho già fatti di simili”, “perché non serve a niente che io dica ciò che penso, tanto la società è questa”. E invece no, l’ho detto, a costo di essere petulante, dobbiamo sempre dire quello che non va. “Per un futuro migliore”.

Se un giorno avrò una figlia, questa deve poter tornare a casa alle tre di notte, in costume se vuole, e non avere un briciolo di paura, non deve rischiare di diventare una vittima. Perché saremo tutti migliori di adesso.

Invece di educare le ragazze a non uscire da sole e “svestite”, a stare sempre “attente” e con le “persone giuste”, insegniamo agli uomini a non stuprare. Impariamo tutti ad avere rispetto, che a ‘sto mondo siamo tutti uguali.

E se ci scappa, a usare un po’ meno la parola troia, che ce la siamo sentita dire troppe volte con quell’accezione negativa, manco avessimo ucciso un cristiano.

Ci scusiamo per il disagio.

Alice Ceccarelli

Alice Ceccarelli

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