Parità di genere, la lotta alle disuguaglianze

Parità di genere, la lotta alle disuguaglianze

Parità di genere; Condizione nella quale le persone ricevono pari trattamenti, con uguale facilità di accesso a risorse e opportunità, indipendentemente dal genere, a meno che non ci sia una valida ragione biologica per un trattamento diverso».

La parità di genere sta diventando uno dei temi più importanti del 2020, anno di per sé disastroso ma che «ha fatto anche cose buone». Questa infatti, nonostante sia di fatto richiamata nella Dichiarazione universale dei diritti umani, è ancora un obiettivo da raggiungere. La realtà dei fatti dimostra che questa situazione di “pari opportunità” non sia ancora stata messa in pratica al 100%. Sono frequentissimi i casi di discriminazione di genere che ancora oggi sussistono, con un grosso dislivello a sfavore di quello femminile che da sempre è il più colpito.

Parlare di parità di genere vuol dire affrontare un discorso multidimensionale, dal lavoro alla violenza, dallo sport alla giustizia. Un discorso che deve esser fatto per entrambi i generi, cosa che forse troppo spesso viene dimenticata. Attraverso dei sondaggi fatti su Instagram abbiamo cercato di capire il pensiero generale riguardo questo tema e i risultati sono stati sorprendenti.

L’analisi dei risultati

Ovviamente ciò su cui la maggior parte di voi era d’accordo è che la parità di genere sia un elemento fondante di ogni società civile. Per alcuni è un principio basilare, per altri un elemento che aiuterà il futuro, ma in ogni caso viene ritenuta come un qualcosa di cui non si può fare a meno.

Femminismo e Maschilismo

Opinioni discordanti invece, per quello che riguarda i termini di Femminismo e Maschilismo sui quali bisogna soffermarsi e dire due parole a riguardo.

Femminismo e Maschilismo, nonostante siano due termini contrastanti da un punto di vista semantico, sono in realtà molto simili. In entrambi i casi si rappresenta l’uomo come un qualcosa di negativo. Questo è dovuto da un passato storico in cui l’uomo si è elevato a genere dominante, probabilmente perché l’uso del cazzo era più importante di quello del cervello.

La realtà del XXI secolo però è diversa, mentre prima questa disparità era accettata ed acclamata ora non è più così. Uomini e Donne devono essere messi sullo stesso piano sempre, ed è per questo che anche le terminologie sono importanti. Considerare il Femminismo come un qualcosa di esclusivamente positivo e il Maschilismo come un qualcosa di esclusivamente negativo è invalidante, si demonizza la figura dell’uomo e si incrementano i rischi di un’inversione ideologica pericolosa.

Nessun movimento che punti alle parità deve portare il nome di una delle due parti.

Il Patriarcato
Rappresentazione del Patriarcato.

Il discorso non regge invece per il Patriarcato, ovvero:

«Un sistema sociale in cui gli uomini detengono principalmente il potere e predominano in ruoli di leadership politica, autorità morale, privilegio sociale e controllo della proprietà privata. Nel dominio della famiglia, il padre o la figura paterna esercita la propria autorità sulla donna e i figli».

Il termine, che rispecchia la “la legge del padre”, è indicativo delle stesse dinamiche del Maschilismo ma non è discriminante di questo genere, per cui forse è più giusto da usare come nemico da combattere. La lotta al Patriarcato è estremamente fondamentale, nonostante esista realmente solo in alcuni contesti, e che va affrontata definitivamente eliminando questa mistica credenza dell’uomo come capo supremo di ogni istituzione sociale.

Quindi sì, il Patriarcato è un’antica concezione che andrebbe debellata e lasciata a marcire nei libri di storia.

La violenza
La Repubblica

Siamo infine arrivati a parlare della violenza. Se come abbiamo detto prima, la parità di genere è un concetto multidimensionale, la violenza è sicuramente una delle dimensioni più preminenti. Negli ultimi anni la violenza sulle donne è diventato un tema di massima centralità ed importanza. Al contrario la violenza sugli uomini è ancora un oggetto misterioso che fa fatica ad uscire e diventare centrale al pari di quella femminile, un po’ per il numero oscuro che la avvolge un po’ perché non tutti credono realmente alla sua esistenza ed importanza.

Questa disparità è dovuta però sopratutto al fatto che, i numeri registrati della violenza sulle donne sono di gran lunga superiori a quelli che hanno come vittima un uomo. L’incredibile mole di casi nasce proprio da quell’antica concezione dell’uomo come genere superiore alla donna. In tutti questi avvenimenti, la parte maschile si sente in potere di esercitare la sua impotenza fisica nei confronti della sua partner o comunque della parte femminile. Quello che questi energumeni – perché non sono uomini né persone – non capiscono è che gli atti di violenza sono solo la dimostrazione di una grave mancanza neurale e di un conseguente handicap mentale, non di forza e di supremazia.

La violenza femminile e quella maschile sono due elementi di massima importanza, nessun indifeso merita di subire violenza da parte di chi si vuole elevare al disopra dei propri pari. In questo momento però la violenza femminile è un canale in piena e gli va data la precedenza rispetto a quella maschile che, per fortuna, non è ancora arrivata a un livello critico, forse.

In conclusione

Uomo-Donna;
Femmina-Maschio;
Azzurro-Rosa;
Barbie-Videogame;
Roma-Lazio;

Siamo nati e cresciuti nel nome delle differenze di genere, differenze che hanno aspetti positivi e aspetti negativi. Quello che realmente conta è che queste differenze restino però un mero divisorio concettuale e che tutti, indifferentemente dal genere e/o sesso, vengano messi sullo stesso piano, trattati nello stesso modo, resi disponibili alle stesse opportunità.

L’unico metodo di differenziazione deve essere la meritocrazia e non stupidi ideali da quattro soldi o deliri d’onnipotenza.

Ci scusiamo per il disagio.

Matteo Riccardi

Matteo Riccardi

Mi presento, Sono Matteo Riccardi, Direttore del blog Nothing Of True. Quando ho creato questo mio piccolo mondo, avevo solo un pensiero in testa, far arrivare a più persone possibile quello che pensavo. Non perché tutto ciò che dico e penso sia giusto, anzi, sono più le volte in cui dico cazzate. Ho fatto questo blog perché mi serviva un modo per esprimere i miei pensieri, indipendentemente da come la pensino gli altri. Ora che ho creato questa famiglia però, spero che il mio blog possa diventare una fonte di ispirazione per chi ci segue e legge. Cerchiamo nel nostro piccolo di cambiare il modo di vedere le cose delle persone, non sappiamo se in positivo o in negativo, ma siamo abbastanza supponenti da poterci provare. Mi scuso per il disagio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *