Peaky Blinders, quello che non sapete

Peaky Blinders, quello che non sapete

Steven Knight, è la mente che ha partorito “Peaky Blinders”. Come la maggior parte di noi sa, ispirandosi a una storia vera, a una gang veramente esistita. La vera ispirazione però, proviene da un aneddoto che vede protagonista proprio il padre di Steven Knight. La famiglia Knight era imparentata con gli “Sheldon”, dei bookmaker di Birmingham nel giro della gang dei Peaky. Incaricato di consegnare un biglietto allo zio, il padre di Steven – che era ancora un bambino – si trovò in una stanza con alcuni uomini, vestiti in modo impeccabile, con berretti, pistole e tanti soldi. Vi ricorda qualcosa?

Tadan, gli Sheldon diventano gli affascinanti “Shelby” e nasce la serie tv Peaky Blinders. Ma quanto hanno in comune con la vera gang ?

Sappiamo quindi che, i Peaky Blinders sono esistiti, gli Shelby no. La vera gang risulta esser vissuta tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, al contrario della serie tv, ambientata alla fine della prima guerra mondiale. Chi ha visto la serie sa, tra l’altro, quanto la guerra contribuisca a costruire il carattere “misterioso” di Tommy e non solo. Per quanto riguarda la “composizione” della banda, sembra rispecchiare quella reale, formata anche da ragazzi molto giovani che, pensandoci, non mancano nemmeno nella serie tv. I Peaky Blinders realmente esistiti però sembrerebbero essere decisamente più violenti rispetto a quelli del piccolo schermo. E inoltre non si interessavano, per niente, di politica, a differenza di Tommy. Lo stile e l’eleganza invece, sembrano essere i caratteri distintivi dei Peaky e degli Shelby che, sia nella realtà che nella serie tv sono sempre “ben vestiti”.

Il nome

Il nome, Peaky Blinders, rappresenta tutte le caratteristiche della banda. Secondo alcuni storici, deriverebbe dalla pratica di cucire le lamette da barba nella visiera dei cappelli in modo da usarle come armi all’occorrenza. Scena non nuova per chi ha visto la serie ma, nella realtà, sembra che questa pratica non fosse usata dalla gang. Semplicemente perché le lamette, messe in commercio agli inizi del ‘900, avevano un prezzo talmente elevato da esser considerate un bene di lusso che, i Peaky Blinders non potevano permettersi. Un’altra scuola di pensiero ritiene che il nome faccia riferimento al modello di berretto che erano soliti indossare oppure, più in generale, a un modo di dire tipico del dialetto di Birmingham secondo il quale con “blinder” si intende un aspetto e un modo di vestire talmente elegante da accecare.

I personaggi

I personaggi della serie tv sono difficilmente identificabili nella vera gang. Insomma, Thomas Shelby in quanto Thomas Shelby, con i due fratelli Arthur e John, fondamentalmente non è mai esistito. Alcuni dei personaggi al di fuori della banda invece, sembrano essere riconducibili a individui realmente esistiti. È da tenere conto però che Knight ha estremamente romanzato il tutto. Billy Kimber è uno di quelli, sembra esser stato estremamente vicino ai Peaky Blinders, tanto da essere anche la causa della loro dipartita. C’è infatti chi dice che Billy era a capo dei Birmingham boys, la gang criminale che agli inizi del 1900 ha fatto passare la voglia ai Peaky di continuare con violenza e gioco d’azzardo. Così come sono esistiti Alfie Solomon(s), l’allibratore ebreo, Darby Sabini, il mafioso italiano e Oswald Mosley, il politico inglese che nella serie decide di fondare il partito “British Union of Fascists”.

Insomma, non possiamo dire che Peaky Blinders sia una serie tv storica che racconta la Birmingham del primo dopo guerra. Ma sicuramente è la rappresentazione di una realtà di gang e violenza che la città ha realmente vissuto, eleganza compresa.

Per gli amanti della serie che ancora non lo avessero scoperto poi, sappiamo che in programma ci sono sesta e settima stagione. Così, a porre fine alle vicende dei fuking Peaky Blinders.

Ci scusiamo per il disagio.

Alice Ceccarelli

Alice Ceccarelli

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