Ponte Morandi, dopo il 14 agosto

Ponte Morandi, dopo il 14 agosto

Ci risulta sempre più facile parlare di quello che non va, il che non è per forza un male, anzi. Il fatto è, che spesso non ci rendiamo conto delle cose che invece vanno come devono andare, se non meglio. Ed ecco che vi parlo della ricostruzione del ponte Morandi. Il che ci riporta direttamente a “quello che non va”. Quale esempio più evidente delle “cose che non funzionano” se non quello del 14 agosto ? Da condannare, senza nemmeno pensarci probabilmente. Eppure da una grande tragedia come quella, ne sta uscendo qualcosa, se non da premiare in assoluto, almeno da mettere nella lista delle “cose buone”.

Dopo quella tragica mattina del 14 agosto 2018 quando 250m dei 1182 del ponte Morandi sono crollati, provocando vittime e causando danni estremamente gravi, siamo crollati un po’ tutti. Volendo provare ad andare al di là dell’obiettiva gravità della situazione, ha rappresentato l’ennesimo “scandalo italiano” che, di certo, non ci aiuta a essere orgogliosi del nostro paese.

Comunque, l’obiettivo non è quello di parlare delle cose che non ci rendono orgogliosi, ne tanto meno quello di entrare nel merito di responsabilità politiche e non. Sono semplicemente venuta a conoscenza del lavoro incredibile che è stato fatto/stanno facendo per ricostruire il ponte.

La ricostruzione

Credit: corriere.it

Il 25 giugno 2019 è stata ufficialmente posata la prima pietra. Il nuovo “ponte per Genova” sarà il primo ponte intelligente d’Italia, costruito in tempi record verrà inaugurato a metà luglio. È in grado di correggersi, monitorarsi e pulirsi. Il progetto di Renzo Piano era proprio questo, dare vita a un’infrastruttura unica nel suo genere, dotata delle tecnologie tra le più avanzate.

Sarà sorvegliato da due robot-guardiani che corrono su speciali binari, in grado di scattare 35mila foto in 15 ore con l’obiettivo di tenere sotto controllo ogni parte della struttura. I guardiani sono seguiti da più piccoli robot-wash che hanno il compito di pulire i pannelli trasparenti che costeggiano e proteggono il ponte. La procedura è tra le più sostenibili, riutilizzeranno pioggia e rugiada per non sprecare ulteriori risorse. Tutta la struttura è poi attraversata da fibre ottiche e sorvegliata da telecamere speciali, l’obiettivo è quello di trasmettere costantemente informazioni sulle condizioni del ponte.

L’asfalto anche non è “ordinario”. Nascoste sotto le quattro corsie sono state inserite delle “piastre sensorizzate” che lavoreranno come delle bilance. Sono in grado di individuare forma e peso dei veicoli, captandone l’effetto che producono sul ponte. Viene così monitorato il traffico e l’impatto dei mezzi di trasporto sulla struttura. La parola d’ordine è quindi “controllo”. Verificare che tutto stia andando nella giusta via, se non meglio. Il nuovo ponte per Genova, infatti, ha un innovativo sistema per fronteggiare l’umidità. “L’umidità è il principale nemico dell’asfalto” dicono gli ingegneri. Per questo l’infrastruttura è dotata di sonde che, quando indicheranno livelli di umidità superiori alla norme, azioneranno il sistema di essiccazione.

Beh, il risultato è quindi una struttura all’avanguardia, dotata di elevate tecnologie. Una di quelle non troppo frequenti in Italia. Infatti, se il 14 agosto siamo crollati un po’ tutti, oggi ci rialziamo. O almeno ci proviamo, visto il periodo storico. In ogni caso, rimane pur sempre qualcosa di positivo, come ho detto all’inizio, da poter mettere nella lista delle “cose buone”.

Fonte: laRepubblica.it

Ci scusiamo per il disagio.

Alice Ceccarelli

Alice Ceccarelli

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