Da Sassonia-Coburgo-Gotha a Windsor

Da Sassonia-Coburgo-Gotha a Windsor

6 maggio 1910, nel Regno Unito muore re Edoardo VII.
[…] Non ho mai avuto nulla da ridire con lui in tutta la mia vita. Il mio cuore è spezzato ma Dio mi aiuterà nelle mie responsabilità […]
Così, George Frederick Ernest Albert diventa il nuovo re d’Inghilterra con il nome di GiorgioV. La casa reale Sassonia-Coburgo-Gotha può continuare a vivere.

Giorgio V eredita il trono in un periodo turbolento per la storia inglese. Basti pensare che appena quattro anni dopo l’ascesa al trono, il Regno Unito sarà in guerra con la Germania. Fin qui niente di strano probabilmente, stava iniziando la Prima Guerra Mondiale e questo lo sappiamo tutti. Quello che non tutti sanno però è che il sovrano tedesco, Guglielmo II, era primo cugino del re inglese. Il che solleva un primo dubbio sulla nazionalità dei rispettivi sovrani. Giorgio V, inoltre, era anche cugino diretto dello zar di Russia Nicola II.
Dunque, senza tracciare gli alberi genealogici di tutti i sovrani europei possiamo affermare che, molti di questi erano vincolati da legami di parentela e che, di conseguenza, il trono inglese non era “puramente” inglese.

Giorgio V

Crisi a Buckingham Palace

Tornando un momento al primo conflitto mondiale, è necessario evidenziare l’orientamento dell’opinione pubblica che viveva in Inghilterra agli albori della prima grande guerra. Il popolo anglosassone era legato da una cosa: un esasperante sentimento anti-tedesco. Il che, poteva anche non rappresentare un grande problema per la casa reale. Dopo tutto il re era nato e cresciuto a Londra, educato come principe reale e secondo le tradizioni inglesi. E quindi, anche se il nome della dinastia giocava estremamente a sfavore della famiglia reale, potevano “dormire sogni tranquilli”, almeno per il momento.

Se non fosse che, nel 1915 i tedeschi bombardarono per una prima volta la città di Londra, munendosi di dirigibili e poi, con mezzi più sofisticati, di nuovo nel 1917. Questa volta, provocando molti più danni, sia per quanto riguarda il numero di vittime, che sull’economia. Assieme all’economia, a vacillare fu la dinastia Sassonia-Coburgo-Gotha. Per un piccolo dettaglio la stessa famiglia reale avrebbe potuto vedere la sua fine. I bombardieri che sorvolarono Londra portavano il nome “Gotha“.

La temuta opinione pubblica non ci avrebbe messo molto a comprendere le origini tedesche del Re. E così, avrebbe continuato a coltivare quel sentimento anti-tedesco in forma anti-monarchica. Giorgio V doveva intervenire per salvare la sua famiglia, la corona e la dinastia. Doveva dimostrarsi, davanti al popolo, patriottico, fedele alla bandiere inglese. Era chiaro quindi, che doveva allontanarsi da qualsiasi tipo di legame con la Germania e con gli altri paesi europei.

Il distacco

Nel luglio 1917, con un “proclama reale” Giorgio V cambia il nome della dinastia, da Sassonia-Coburgo-Gotha in Windsor. E così nacque la dinastia della nostra amata e longeva regina Elisabetta II. Tuttavia, per conquistare e dimostrare al popolo britannico la sua devozione, prese una scelta decisamente più estrema. Ricordate il cugino Nicola II zar di Russia? Sembra che i due erano legati da un sincero affetto, tuttavia, quando nello stesso anno Nicola II venne detronizzato,causa Rivoluzione Russa, l’amato cugino “inglese” si rifiutò di offrire asilo politico a lui e alla sua famiglia. Perché? Paura. Giorgio V aveva paura di una rivolta del popolo britannico che la presenza di sovrani stranieri non avrebbe che fomentato.

Ed ecco quindi, che “condanna a morte” il caro cugino russo. La famiglia Windsor comincia a delineare la sua più grande caratteristica: sopravvivere, ad ogni costo.

Vorrei concludere con una piccola riflessione. Premettendo che, questo articolo è scritto con nessuna connotazione negativa, anzi. Mi piacerebbe attirare l’attenzione sul fatto che un re, o una regina che rappresenta un paese in tutto e per tutto possa, allo stesso tempo, non rispecchiarlo completamente. La storia dei Windsor non è isolata. Molte volte nel corso della storia i paesi sono stati “governati” da re stranieri. Insomma, senza troppi giri di parole. Semo tutti figli della stessa terra. È particolarmente ironico, infatti, pensare come i vari insulti che si regalano al prossimo sulla nazionalità, cultura e così via, potrebbero riguardarci da molto più vicino di quello che pensiamo. Diciamo anche “criticare a sproposito“, critichiamo le origini altrui senza conoscere poi così bene le nostre. E anche se conosceste perfettamente vita morte e miracoli dei vostri antenati, consiglieri di non giudicare comunque.

Ci scusiamo per il disagio.

Alice Ceccarelli

Alice Ceccarelli

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