Serse Cosmi, L’uomo del fiume.

Serse Cosmi, L’uomo del fiume.

Serse Cosmi, anche detto l’uomo tigre di Ponte San Giovanni, cresce vicino al fiume Tevere. Suo papà ne era il guardiano e con lui praticava la pesca da bambino. Il rumore dell’acqua lo rilassa. L’uomo del fiume è anche il nome della sua biografia. Petto in fuori e voce graffiata, non ha mai abbassato la testa davanti a nessuno. A tratti sfidando i cattivi, ma riservando in sé l’animo buono che solo i supereroi hanno.

LA CARRIERA TRA ALTI E BASSI, PASSANDO PER PERUGIA

Serse Cosmi è stato un calciatore di medio livello, ritiratosi nel 1986 ad appena 28 anni. Ha iniziato ad allenare l’anno seguente ma la panchina di prima squadra arriva nel 1990, il Pontevecchio. La squadra umbra, con lui, ha ottenuto promozioni, dalla prima categoria all’ex Interregionale, che lo hanno spedito ad Arezzo. Con gli amaranto è partito dalla Serie D ed in cinque anni ha sfiorato la Serie B perdendo la finale dei playoff contro l’Ancona.

Nel 2000, il compianto Luciano Gaucci, dopo i bei lavori tra i dilettanti, lo ha riportato a pochi chilometri da casa. A Perugia, in Serie A. Il personaggio, ma soprattutto l’allenatore sanguigno, passionale, grintoso colpisce i tifosi e non solo. Addirittura scomoda tale Maurizio Crozza, che ne fa un personaggio fisso a Mai dire gol.
Il suo Perugia è bello e frizzante. Tre anni di salvezze serene prima della retrocessione nel 2004. Nel mezzo la coppa Intertoto vinta con il contro il Wolfsburg nell’agosto 2003. Tale trionfo ha permesso al grifone biancorosso di disputare la successiva Coppa Uefa.

Nell’esperienza perugina, Cosmi ha allenato molti calciatori che nelle loro carriere hanno vestito poi maglie blasonate e alzato trofei prestigiosi. Tra i tanti spiccano i campioni del mondo Marco Materazzi e Fabio Grosso. Il difensore leccese in maglia 23 è diventato il capocannoniere della squadra con 12 gol nella stagione 2000/2001 prima di essere venduto all’Inter. Grosso invece è stato prelevato dal Chieti nell’estate 2001. Con i neroverdi giocava trequartista, ma le qualità di corsa e cross hanno convinto Cosmi ad affidargli la fascia sinistra.

Dopo Perugia, ha deciso di accettare la proposta del Genoa in serie cadetta con il progetto di tornare in Serie A. Promozione ottenuta sul campo ma tolta dai problemi giudiziari del club rossoblu che si trasforma in retrocessione.
Ad Udine ha affrontato per la prima volta la Champions League. Terzo posto, dietro a Barcellona e Werder Brema che spediscono i friulani in Coppa Uefa. Eliminati anche da quella competizione per mano del Levski Sofia agli ottavi di finale. Il campionato va a singhiozzi e viene esonerato ad inizio febbraio 2006.
Poi Brescia, Livorno, Palermo, Lecce, Siena, Pescara, Ascoli, Perugia e Venezia. Retrocessioni, soddisfazioni mancate e stagioni anonime. In questo giro d’Italia però manca una tappa. Trapani.

TRAPANI, IL SOGNO

Ereditato da Roberto Buscaglia, padre del percorso amaranto dai dilettanti ai professionisti. Cosmi è subentrato nel marzo 2015 ottenendo la salvezza. Dopo il giro di boa, la città ad ovest della Sicilia ci crede. Dopo l’esordio in Serie B due anni prima si inizia a sognare. La domenica pomeriggio. I 40 punti. Gli stadi. Quelli importanti. Prima c’è un playoff da giocare.

Forti del terzo posto giocano direttamente la semifinale. Li attende lo Spezia di Mimmo Di Carlo, superato agevolmente con un complessivo 3 – 0. Nella finale trova una società che la Serie A l’ha masticata in passato. Il Pescara. I roster visti al giorno d’oggi fanno comprendere il risultato finale. Gli abruzzesi sono più attrezzati della piccola Cenerentola sicula. Di fatti la mezzanotte scocca quasi subito. All’Adriatico di Pescara, i biancoblu vincono 2 – 0. Agli amaranto basterebbe pareggiare il risultato in virtù del posizionamento di fine campionato. E ci provano. Citro, il bomber, la apre dopo cinque minuti. Verre dopo cinquantasette trasforma la carrozza in zucca.

L’uomo del fiume esplode in un pianto sofferto. A poco serve la consolazione di Massimo Oddo, allenatore che è appena stato promosso in Serie A. Il dolore del sogno sfumato è troppo grande. Un sogno talmente grande che la città di Trapani, per mano dell’allora sindaco Vito Damiano, lo riconosce come cittadino onorario. Nella stagione seguente non si ripeterà, anzi. Cosmi è esonerato a novembre ed il Trapani retrocede direttamente in Lega Pro.

Ed ora Crotone, città calda che ha dato i Natali a Rino Gaetano. Suonano forti le sue canzoni all’Ezio Scida. Una salvezza di rincorsa come nel 2016 – 2017. La dovrà compiere anche Serse Cosmi. Per Crotone e per rilanciare sé stesso.
Sempre con cappello in testa e denti stretti.

Ci scusiamo per il disagio.

Federico Violini

Federico Violini

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