The power of make up

The power of make up

Quello di cui proveremo a parlare oggi è di come l’espressione artistica sia cambiata nel corso del tempo. O meglio ancora, di come si possa fare arte nell’era del web 2.0.

Tema quello dei social, molto caro alla nostra redazione. In questo caso cercheremo di fare un’analisi più particolare e magari farvi arrivare qualcosa a cui forse non avete mai pensato.

Tornando all’arte, è interessante notare come la maggior parte delle volte ci riferiamo a certe epoche storiche, identificandole con la corrente artistica di quel determinato periodo. Esprimere se stessi è, quindi, una necessità dell’uomo, che sin dall’antichità ha cercato e trovato i modi più creativi per farlo.

Siamo tutti d’accordo sul significato di arte, ossia tutte quelle attività umane che hanno la capacità di trasmettere emozioni o messaggi. Dalla musica, alla pittura, al disegno, al teatro, a qualsiasi forma di creatività. Infatti, la forma d’arte di cui parleremo sarà il cosiddetto “make up“. Tranquilli, non quel trucco che si applica prima di uscire di casa il sabato sera. Bensì quei casi in cui il volto, o il corpo è usato come una tela su cui esprimere al meglio la propria personalità e creatività. Un po come per i tatuaggi, per esempio.

Cosa c’entrano allora i social? I social, specialmente YouTube, sono il trampolino di lancio per tutti coloro che desiderano esprimere la propria arte e, perché no, spesso e volentieri farne anche un lavoro. I social, sono estremamente inclusivi, dando la possibilità a chiunque voglia di mettersi all’opera in qualsiasi settore, anche in quello del make up. Seppur per alcuni può sembrare più un hobby che un lavoro, e sicuramente c’è anche chi lo prende così, è un’attività che, certamente non fa sudare della mattina alla sera ma che richiede il giusto impegno e una buona dose di allenamento. Per non parlare del fatto che, nel settore make up, sono state istituite delle vere e proprie accademie.

Un aspetto “interessante” a cui spesso non si pensa, o comunque fino a poco tempo fa era ignorato, è quello delle cosiddette colorazioni. Per colorazioni, intuitivamente, si intende la gradazione di colore di un prodotto. Volendo essere più chiara, alcune aziende, più di stampo europeo che americano – senza contare il range di prezzo che sicuramente influisce – tendono a produrre un ristretta quantità di colorazioni. Sono escluse principalmente le colorazioni scure, ma anche quelle più chiare. Seppur si tratta di un contesto “leggero” è pur sempre una forma di velata discriminazione.

Un altro aspetto a cui, tristemente, non siamo “abituati” è l’approdo del genere maschile al mondo del make up. Sui nostri amati social infatti, sono sempre di più i giovani uomini che sdoganando un grande stereotipo, esprimono loro stessi con il trucco.

Se siete d’accordo con me sul fatto che questa sia arte, e spero davvero che voi lo siate, allora, il fatto che venga compiuto da uomini, donne o bambini non ha alcuna importanza.

Ci scusiamo per il disagio.

Alice Ceccarelli

Alice Ceccarelli

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